Il muro di Lina
"Salta! salta!" le urlava tutta la combricola di amichette che l'aspettava di sotto, "non posso" rispondeva Lina guardando giù "mi faccio male", sapeva benissimo che non si sarebbe fatta male, tutte avevano saltato prima di lei e stavano benissimo. La verità è che aveva paura e lo sapeva bene; se lo ripeteva nella sua testa "sono una fifona-sono una fifona" ma i suoi piedi stavano incollati lì, sopra il muro e non ne volevano sapere di schiodarsi..ogni suo tentativo di spiccare il salto falliva miseramente. "Coraggio Lina, dobbiamo andare..."e "andiamocene!! quando si deciderà ci seguirà" erano le frasi che provenivano da sotto i suoi piedi. Lina, spinta da un senso di odio verso il muro, verso le amiche e verso se stessa provò a sedersi sul ciglio, inspirò ed espirò per tre volte, poggiò le mani ai lati, chiuse gli occhi e si lanciò.. In meno di un secondo era giù fra le sue amiche stufe di aver aspettato tanto. Lina era piena di gioia, si sentiva di aver compiuto la sua più grande vittoria, senza rendersi conto che quel giorno aveva solo assaporato quel senso di amara sconfitta stabile in un mondo di vincitori.
Mentre correva di nuovo libera con le sue amiche pensava che non si sarebbe mai più voluta sentire come su quel muro. Trovava un pò strano che le sue amiche, quelle del patto di amicizia eterna, quelle con cui aveva interrato la scatola segreta sotto l'albero, l'avessero lasciata sul muro senza aiutarla e capirla. Ma in ogni caso quel giorno Lina si addormentò felice, perchè aveva imparato a saltare dai muri.