domenica 4 febbraio 2007

"prendi il largo e cala le reti per la pesca"

Immagina di essere proprio stanco!
Una notte intera in barca, il freddo, l'umido dentro la testa, mal di schiena per quel sellino duro, le mani tagliate dalle reti e una gran voglia di dormire e niente...
non hai pescato neanche un pesciolino per pranzo.
Delusione e stanchezza, miscela esplosiva, il clima tra te e i tuoi compagni è teso, ci si sfinisce a pensare a chi più incolpare.
Tutta la notte a tentare ma è stato inutile, rabbia e stanchezza, vuoi solo andarterne a casa a riposare un pò, tiri le cime per ormeggiare.
Invece si avvicina un tale, ti sale in barca e dice: "prendi il largo", certo bisogna essere un Santo per non perdere la pazienza, fidarsi e ritentare.

mi accorgo che non c'è una promessa nelle tue parole, non ci prometti una pesca abbondante, non ci dici che ce la faremo, non dici che questa volta ci riuscirò, solo dici di prendere il largo, di gettare la rete, dici di gettare l'amo, sempre, continuamente... Forse non abboccherà nemmeno un piccolo pesce e forse non c'è bisogno che abbocchi, non importa, non è questo l'importante.
Il miracolo della pesca miracolosa sta nella forza di continuare a gettare la rete, di ritentare ancora una volta, di non arrenderci.
Grazie, Signore, perché non sei un venditore di false promesse, non dici che tutto è facile, che tutto andrà bene, che finalmente abbiamo finito di faticare nella notte buia della nostra vita. No, ci chiedi di faticare ancora una volta, sempre ancora una volta e proprio in questo ritentare incontriamo la fecondità della tua Parola.
Ci fidiamo di te, Signore, ci fidiamo della tua Parola.


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